· 

SHAVASANA (la posizione del cadavere)

Oggi parliamo della posizione di rilassamento per eccellenza, shavasana. Scopriamo quindi insieme perché è così importante praticarla.

 

Shavasana è la posizione del cadavere. Shav infatti significa cadavere.

 

Per assumerla bisogna sdraiarsi supini, con le gambe leggermente divaricate, le punte dei piedi naturalmente verso l’esterno. Le braccia sono allungate e discoste dal corpo, i palmi delle mani rivolti verso l’alto. Tutto il corpo è rilassato e completamente a contatto con il tappetino.

Rimuove stanchezza ed induce al rilassamento completo del corpo e della mente.

 

Durante la posizione gli occhi e la bocca sono chiusi e si respira naturalmente dal naso. Ci si concentra sul proprio respiro naturale e si percepisce che il corpo lentamente diventa più leggero e più sciolto attraverso ogni espirazione. La consapevolezza va mantenuta sia al respiro che al corpo fisico.

 

Shavasana è una pratica molto semplice, ma molte persone la trovano difficile ed impossibile perché non in grado di rilassare completamente il corpo. Si ha la tendenza a trattenere la tensione in qualche punto.

 

Tutto il corpo deve rilassarsi, in modo che anche il respiro rallenti. E’ importante non ascoltare i pensieri della mente e concentrarsi sul respiro, in modo tale che i pensieri stessi si allontanino spontaneamente.

 

Questa pratica è utile per sviluppare la consapevolezza del proprio corpo e pratyahara (il ritiro dei sensi).

 

Quando il corpo è completamente rilassato, si sviluppa la consapevolezza della mente.

I suoi effetti influenzano la parte fisica ma anche psicologica. E’ molto utile per regolare la pressione sanguigna, ansia, isteria, tutte le malattie psicosomatiche e nevrosi.

 

Shavasana da benefici indipendentemente dalla condizione della persona, quindi anche in condizioni fisiche perfette, in quanto fa emergere le impressioni latenti sepolte nella mente subconscia. Col tempo la mente che agisce durante la veglia si rilassa e si acquieta.

Pur essendo una posizione statica rivitalizza l’intero sistema.

 

Hatha Yoga Pradipika, Capitolo 1 – Verso 32.

 

 

 

E voi, l’avete mai provata? Quando la praticate ne percepite gli effetti?

Commenti: 0